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Gerolamo Induno (Milano 1825–1890)

La presentazione dei fidanzati (venduto)

olio su tela, cm. 67 x 91

Provenienza

Collezione privata, Milano

Stato di conservazione

Da pulire, ancora in prima tela

Commento

Firmato Gerolamo Induno e datato 1875 in basso a destra.
Misure con la cornice: cm. 95 x 119.

Non è ancora stato recepito dal grande pubblico che, dove Firenze è la culla del Rinascimento o Roma del Barocco, la Lombardia, o meglio, le terre padane, rappresentano l’emancipazione di un linguaggio vernacolare in pittura. Caravaggio, Lombardo di formazione lombarda, è un esempio molto noto, anche se la sua arte è stata spesso confusa con la cultura romana. Prima di lui ci furono i Campi con le scene di mercato, il realismo e il chiaroscuro. Nel Settecento, Todeschini e Cifrondi dipingevano la vita popolare spesso vista con un’ottica canzonatoria e sprezzante, mentre Cerruti è il poeta dei mendicanti, isolato anticipatore della rappresentazione di una dignitosa povertà.
Ma bisogna aspettare l’Ottocento per vedere la vita popolare, talvolta piccolo borghese, più spesso la vita contadina, esaltata, presa sul serio per quello che è. Dove i Campi e Caravaggio con le scene realistiche rappresentano ben altro, dove Todeschini e Cifrondi vedono il popolo e qualche evento di cronaca con scherno, e i dipinti di Boselli sono soprattutto inventari neutri, l’Ottocento e i fratelli Induno in primis, esaltano i valori tradizionali della vita popolare.
Gli Induno erano personalmente impegnati nei cambiamenti politici, culturali e sociali del loro tempo. Attivi combattenti per l’Unità d’Italia, dipingevano, oltre le tele eroiche del Risorgimento, soprattutto la quotidianità, le sofferenze e le speranze del popolo “normale”. I contadini e gli artigiani sono raffigurati esaltandone il valore morale, la loro vita non è ridicola e da disprezzare, ma è un faro morale per tutti gli Italiani. Difficile sottovalutare questa rivoluzione nella pittura che è in netto contrasto con quanto visto prima. L’apparente provincialismo degli Induno, in realtà fa parte della prima linea di una corrente europea che rappresenta l’emancipazione del popolo nella società. La linea morbida rispetto alla Comune di Parigi del 1871.

Il presente dipinto è emblematico dell’arte e del valore storico artistico degli Induno. Firmato e datato 1875 da Gerolamo Induno, ha dimensioni notevoli rispetto alla maggior parte della loro produzione. L’esecuzione è eseguita con molto impegno, con abbondanza di dettagli e una magistrale resa delle stoffe, specialità proprio di Gerolamo. Lo stato di conservazione è ottimo e il dipinto è ancora in prima tela. L’autografia totale è evidente, non c’è caduta di qualità pittorica e compositiva in nessuna parte della tela.
Fa parte del filone sopra descritto dell’opera di Gerolamo Induno. Opere di questo impegno, qualità e stato di conservazione, sono rarissime sul mercato. Un dipinto di Gerolamo Induno, datato 1874, con una tematica paragonabile, ma meno luminoso, è pubblicato come “Il Regalo della Nonna”, in Nicodemi, Domenico e Gerolamo Induno, 1945, ill. 163 (ubicazione ignota).

Dettagli
Dopo la pulitura

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