Commento: Nei Musei di Palazzo dei Pio a Carpi, è conservata una tela con la stessa composizione data a Bonaventura Lamberti (inv. A/105). Questo dipinto, di dimensioni minori, cm 113 x 153.5, giudicandolo dalla pubblicazione, ha una qualità assai inferiore all’esemplare qui presentato. Il quadro di Carpi sembra quello (insieme al suo pendant con il ritrovamento di Mosè) documentato nel 1705 in casa di Ortensio Pozzuoli. Stando all’inventario non era collocato in un ambiente molto rappresentativo: “Nel mezzano che fa cantone dove vi è di sotto la bottega dell’acquavita…”, e erano addirittura stati donati al conte Pozzuoli, “…per molti servizi fatti da me suddetto al Lamberti…” Tutte le citazioni d’inventario sono tratte dal catalogo del Museo (‘Rare pitture. Ludovico Carracci, Guercino e l'arte nel Seicento a Carpi’, a cura di M. Rossi, p. 156, fig. p. 157).
L’evidente distanza qualitativa con il dipinto di Carpi e con altri dipinti del Lamberti conservati tra Roma e l’Emilia, oltre al fatto che il conte, ricevuto il dipinto in dono, lo collocò in un ambiente secondario della dimora, fa ritenere che l’esemplare di Carpi possa essere una versione assai meno impegnativa eseguita per scopi decorativi o semplicemente una copia di bottega.
Il dipinto qui esaminato è tra i più belli finora conosciuti di Lamberti. La Susanna combina i modi di Guercino e del suo maestro Cignani, mentre i ‘vecchioni’ sono parzialmente aggiornati con caratteristiche romane.
Forse è più corretto confrontare la Susanna con due dipinti conservati al Musée di Tours e attribuiti a Bonaventura Lamberti da Federico Zeri: La morte di Cleopatra e Cefalo e Procri. Lamberti fu probabilmente allievo di Francesco Stringa (da cui l'influenza del Guercino, evidente anche in questo dipinto) e sicuramente di Carlo Cignani. Marco Benefial fu uno dei suoi allievi a Roma.
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