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Bonaventura Lamberti (detto il Bolognese) (Carpi 1652 - Roma 1721)

Susanna e i Vecchioni

olio su tela, cm. 170 x 193

Provenienza

Collezione privata, Emilia

Stato di conservazione

Da restaurare

Commento

Bonaventura Lamberti fu probabilmente allievo di Francesco Stringa (da cui l'influenza del Guercino, evidente anche in questo dipinto) e sicuramente di Carlo Cignani.
Dopo l’avvio della sua carriera in Emilia si trasferì a Roma dove operò con successo. Marco Benefial fu uno dei suoi allievi a Roma.

Nei Musei di Palazzo dei Pio a Carpi, è conservata una tela con la stessa composizione data a Bonaventura Lamberti (inv. A/105). Questo dipinto, di dimensioni minori, cm 113 x 153.5, giudicandolo dalla pubblicazione, ha una qualità assai inferiore all’esemplare qui presentato.
Il quadro di Carpi sembra quello (insieme al suo pendant con il ritrovamento di Mosè) documentato nel 1705 in casa di Ortensio Pozzuoli. Stando all’inventario non erano collocati in un ambiente molto rappresentativo: “Nel mezzano che fa cantone dove vi è di sotto la bottega dell’acquavita…”, e furono venduti al conte Pozzuoli per un prezzo di favore, “…per molti servizi fatti da me suddetto al Lamberti…” Tutte le citazioni d’inventario sono tratte dal catalogo del Museo (‘Rare pitture. Ludovico Carracci, Guercino e l'arte nel Seicento a Carpi’, a cura di M. Rossi, p. 156, fig. p. 157).

L’evidente distanza qualitativa con il dipinto di Carpi e con altri dipinti del Lamberti conservati tra Roma e l’Emilia, oltre al fatto che il conte collocò la sua versione in un ambiente secondario della dimora, ci fa ritenere che l’esemplare di Carpi possa essere una versione assai meno impegnativa eseguita per scopi decorativi o semplicemente una copia di bottega. Infatti, anche prima che il citato inventario fosse noto, la versione di Carpi fu ritenuta di qualità modesta. Le perplessità furono formulate da Garulli (p. 74, nn. 29/30), che lo riteneva come di un ‘pittore di formazione locale sui modi di un Bonaventura Lamberti …’, e anche Pietro Petraroia, nel suo intervento su Lamberti, riteneva il quadro di Carpi segno di ‘un innegabile impoverimento”’ (Pietro Petraroia, Ventura Lamberti, in: Rivista dell’istituto Nazionale d’Archeologia e Storia dell’arte, S. III, IV, 1981 pp. 279 – 318, p. 295).

E’ documentato che il Lamberti fece un viaggio da Roma a Carpi nel 1705 ed è verosimile che portò con sé il quadro ora nel museo proprio in questa occasione. I dipinti a Carpi furono pagati da Ortensio Pozzuoli 250 scudi, prezzo assai modesto e forse Lamberti giudicava il debito che evidentemente aveva da estinguere col Conte piuttosto modesto.

Il dipinto qui esaminato è invece tra i più belli finora conosciuti di Lamberti. La Susanna combina i modi di Guercino e del suo maestro Cignani, mentre i ‘Vecchioni’ sono parzialmente aggiornati su modelli di matrice romana. Il Lamberti aveva una solida reputazione a Roma dove eseguì incarichi prestigiosi per Santa Maria sopra Minerva e S. Luigi dei Francesi. Tra le sue opere più riuscite c’è un bel ciclo di dipinti conservati a Palazzo Taverna a Roma (Monte Giordano). Il presente dipinto può essere datato agli anni novanta del Seicento nello stesso felice momento delle opere di Palazzo Taverna (cf. Petraroia 1981 p. 298).

Quadro ambientato

Bonaventura Lamberti

Dettagli

Bonaventura Lambertiattribuito a Bonaventura Lamberti, Museo Civico, Carpi.

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