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Bernardino Campi (venduto) (Reggio Emilia 1521 - Cremona 1591)

L'Adorazione dei pastori (firmato e datato 1574)

olio su tela, cm. 252 x 168

Provenienza

• Marchese Giovanni Battista Picenardi, committente del dipinto
• Chiesa di San Domenico a Cremona sino alla fine del XVIII sec.
• Marchesi Picenardi, villa alle Torri de’ Malamberti
• Collezione Reichmann, Milano 1870
• Collezione privata, Milano

Bibliografia

A. Lamo, Discorso intorno alla scoltura, e pittura, dove si ragiona della vita, ed opere in molti luoghi, ed a diversi principi, e personaggi fatte dall’eccelentissimo, e nobile pittore cremonese M. Bernardino Campi, Cremona 1584, p. 82
Pietro Maria Passerini da Sestola, Della fabbrica del convento libro 2°, ms del sec. XVII, in Archivio di Stato Milano, Religione, 4284, c. 5v, par. 29 (1641)
A.M. Panni, Distinto rapporto delle dipinture che trovansi nelle Chiese della Città e Sobborghi di Cremona, Cremona 1776, pp. 66-67
G. Aglio, Le pitture e le sculture della città di Cremona, Cremona, p. 55
L. Lanzi, Storia pittorica della Italia dal Risorgimento delle Arti fin presso al fine del XVIII secolo, Bassano 1809, ed. a cura di M. Cappucci, Firenze 1970 p. 271
G. Picinardi, Nuova guida di Cremona per gli amatori dell’arti del disegno, Cremona 1810 ca., pp. 105 �� 106
L. Corsi, Dettaglio delle chiese di Cremona, Cremona 1819 p. 69
G. Grassetti, Abecedario Biografico dei pittori, scultori ed architetti cremonesi, Milano 1827, pp. 88-89
R. Miller, Bernardino Campi in: I Campi e la cultura artistica cremonese del cinquecento, catalogo della mostra, Cremona 1985 p. 156 (‘Tra i migliori dipinti di Bernardinio Campi degli anni settanta…’)
Giulio Bora in: Pittura a Cremona dal Romanico al Settecento, a cura di Mina Gregori, Cremona 1990, scheda p. 274, ill. p. 91.

Stato di conservazione

Molto buono

Commento

Firmato e datato in basso a destra:
'BERNARDINUS CAMPUS CREMONENSIS FA/ M.D.LXXIIII'

Il dipinto fu commissionato dal capitano cremonese Giovanni Battista Picenardi per una cappella della Chiesa di San Domenico a Cremona. Bernardino Campi ricevette 50 scudi in tre rate e il dipinto fu collocato nel 1574, anno in cui fu eseguito.
Fu inventariato nella chiesa del convento di San Domenico ancora nel 1794, prima delle confische dei Francesi del 1796 e la soppressione del convento nel 1805. Nel 1810 circa, è documentata l’esistenza di una copia che doveva rimpiazzare il prezioso originale che nel frattempo era stato ritirato dalla famiglia Picenardi ‘onde sottrarla alle rapine de’ Galli’ (Nuova Guida di Cremona per gli amatori dell’arti del disegno di G. Picenardi, circa 1810). L’escamotage ebbe successo, perché i Francesi non riuscirono a trovare il quadro. Solo alla fine dell’Ottocento l’opera ricompare a Milano in collezione Reichmann.

E’ uno dei suoi dipinti più celebrati dalla letteratura artistica, e anche dalle fonti è chiaro che fu accolto con ampio consenso. Lanzi, nel 1809 faceva il punto: ‘… l’opera più perfetta di Bernardino, e quasi un canone ov’egli volle comprendere tutte le perfezioni della pittura’.
Già nel 1584 lo studioso A. Lamo ne decanta le evidenti qualità tecniche e artistiche e loda l’effetto di notturno sullo sfondo che contrasta con la luce del giorno che cade come se fosse un’alba sul Presepe in primo piano.
E’ una manipolazione dei vari effetti di luce, o, formulato con altre parole, un uso della luce integrato nella narrativa del dipinto che un quarto di secolo dopo sarà elaborato e portato alle sue estreme conseguenze da Caravaggio. E’ nota già da tempo l’influenza che la pittura cremonese, e specificatamente quella dei Campi, deve aver avuto sul giovane Caravaggio (cf. W. Friedlaender, Caravaggio Studies, Princeton ed. 1974 pp. 37 ff.).
Comunque sia, il dipinto di Bernardino Campi è molto moderno per la sua epoca. Raccoglie, come ogni capolavoro, quanto trasmesso dal passato e semina per il futuro.
Giulio Bora (op. cit. 1990 p. 274 ) commentando l'opera scrive: 'Si colloca ai vertici di quella serie particolarmente felice realizzata dall’artista negli stessi anni …' e nota l'eccezionale stato di conservazione.

Dettagli
Bernardino Campi

Bernardino CampiBernardino Campi dipinge Sofonisba Anguissola

Bernardino CampiImmagine ambientata

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