Bibliografia: Oretti, 1770, p. 11
Malaguzzi Valeri, 1928 (b), pp. 109 -122
G. Zucchini, Paesaggi e rovine nella pittura bolognese del ‘700, Bologna 1947, pp. 17, 18, 21, 26-30
G. Zucchini, Le tempere della Sampiera, Bologna 1953, pp. 24, 25
U. Beseghi, Castelli e ville bolognesi, Bologna 1957
G.P. Cuppini e A.M. Matteucci, Ville del Bolognese, Bologna 1967, pp. 122, 335, 336
Renato Roli, Pittura Bolognese 1650-1800, dal Cignani al Gandolfi, Bologna 1977, pp. 190, 199, 273, 291, fig. 367a
E. Zardi, Carlo Lodi, paesista bolognese del Settecento, Università di Bologna, 1977
R. Grandi, L’Arte del Settecento Emiliano, catalogo della mostra "Architettura, Scenografia e Pittura di Paesaggio", Bologna 1980, p. 334, fig. 346
Anna Ottani Cavina e Emilia Calbi, La pittura di paesaggio in Italia. Il Settecento, Milano 2005, p. 245 (è citata la serie a cui appartengono le due tempere)
Documenti
Inventario del 1751 delle opere presenti in palazzo Boncompagni (Archivio Pepoli, n. 144; Bologna, Archivio di Stato)
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Commento: Gli episodi delle due tempere si riferiscono alle truppe austriache dell’imperatore Giuseppe I che si accamparono nell’aprile del 1708 a San Giovanni in Persiceto, a Cento e presso la Chiesa degli Alemanni a Bologna.
La qualità dei dipinti e del felice connubio Lodi/Rossi sono stati ampiamente trattati nella seconda metà del Novecento da diversi studiosi emiliani, soprattutto Zucchini e Matteucci, che hanno ricostruito dettagliatamente la storia delle tempere di palazzo Boncompagni a La Cicogna.
Dal conte Sicinio Pepoli furono commissionate quaranta tempere, ma solo 23, incluse le due qui descritte, sono pervenute fino a noi
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