Commento: Dipinto recto e verso: 1. Il giovane Benedetto riceve l'abito monastico dal monaco Romano
2. L'ultima cena tra San Benedetto e sua sorella Santa Scolastica
(poco dopo la santa muore e la sua anima sale in cielo sotto forma di colomba, rappresentata sulla tavola.)
Il dipinto fa parte di un polittico ordinato per l’Abbazia Benedettina di Forest (Vorst), vicino a Bruxelles. L’architettura raffigurata su tutte e due le facce del quadro, rappresenta l’abbazia che ancora esiste ma con un diverso aspetto. Nel museo di Beaux-Arts di Bruxelles sono esposte due tavole del complesso di cui fa parte anche quella in esame. Altre tavole sono nella chiesa parrocchiale di Vorst (Forest). Questi dipinti quando erano uniti tra loro, formavano un trittico in posizione chiusa, con un finto pannello centrale che in realtà ara composto da due panelli con composizioni collegate. Ciò spiega l’impressione frammentaria data dal retro del dipinto con la scena di Santa Scolastica che continuava a sinistra su un’altra tavola (persa). Il dipinto fa parte dell’ala destra esterna del polittico.
Il fatto che la tavola sia intatta si deduce anche dalla composizione con S.Benedetto e il monaco che risulta perfettamente centrata.
C. Engelau-Gullander (Università di Uppsala) attribuisce questa tavola e tutte le altre a cui è connessa, a un anonimo “Maestro di S. Benedetto”. Altri ritengono questo e i dipinti di Bruxelles come autografi di Jan II van Coninxloo. Jan II van Coninxloo ha anche eseguito tre trittici per il monastero Benedettino di Groot Bijgaarden (si veda: F. Van der Ploeg, “Jan II van Coninxloo en zijn werkzaamheden voor het benedictinessenklooster van Groot-Bijgaarden bij Brussel”, in: Oud Holland, 01.12.1998, pp.104-126).
Il dipinto proviene da una collezione privata bolognese e in precedenza era conservato in una villa vicino a Orvieto appartenente a parenti degli attuali proprietari. Proprio a Orvieto esiste un affresco con la rara storia dell’ultima cena di S. Benedetto e S.ta Scolastica. E' lecito ipotizzare che l'opera sia arrivata a Orvieto da Forest tramite canali benedettini.
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